Pulpito del duomo di siena: prima del restauro, la ricerca

Studi preventivi e ricerche, con l’intervento multidisciplinare di tanti specialisti, precedono sempre i restauri più importanti. Il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena, una delle opere in marmo più rilevanti della storia dell’arte medievale, anche per la ricchezza della documentazione al riguardo, sta per essere restaurato.

Adesso, prima che inizino le operazioni vere e proprie di pulitura e di consolidamento, è il momento delle analisi diagnostiche, è il momento insomma dei chimici, dei petrologi, degli archeologi, degli storici dell’arte, che stanno studiando a fondo, centimetro per centimetro, la celeberrima opera marmorea, e hanno l’occasione di comprendere nuovi dati, prima di passare la mano ai restauratori, poiché proprio in base a queste nuove risultanze sarà calibrato l’intervento conservativo.

Il restauro è promosso dall’Opera del Duomo ed è coordinato da Alessandro Bagnoli, storico dell’arte della Soprintendenza Belle Arti, Paesaggio e Archeologia di Siena e professore a contratto di “Tutela e conservazione del patrimonio artistico” presso l’Ateneo senese. In questa fase di studio, tra gli altri, sono protagonisti i ricercatori dell’Università di Siena: Roberto Bartalini, ordinario di Storia dell’arte medievale presso il dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali, è membro del comitato di consulenza per il restauro, assieme Max Seidel, già professore ad Heidelberg e direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz, uno dei massimi esperti dell’opera di Nicola e Giovanni Pisano, e a Maria Cristina Improta, direttrice della sezione “Restauro materiali lapidei” dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’istituto più importante nel campo della conservazione della scultura. Quanto allo studio dei marmi, della loro provenienza e del trattamento al quale sono stati sottoposti nei secoli, è coinvolto il dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente, con il team di ricerca del dottor Marco Giamello.

I primi risultati degli studi sul pulpito sono sorprendenti, e indicano che l’opera, quando fu spostata dal presbiterio alla navata, nei primi decenni del Cinquecento, fu pesantemente modificata, in modo apparentemente arbitrario. Ma perché intervennero queste drastiche modifiche? E nel dettaglio, com’è cambiato l’aspetto del pulpito?

A questi interrogativi stanno lavorando i ricercatori, con indagini sui materiali lapidei, rilevazioni fotografiche e fotogrammetrie, per comprendere quali fossero le dimensioni originali del monumento, la sua struttura, i suoi colori e le dorature, cancellati dalla pesante ‘sbiancatura’ operata nel corso dei secoli.

“Finita questa fase di rilievo e di studio comprenderemo meglio qual era in origine la struttura del pulpito, ovvero qual era l’aspetto voluto dal committente – l’Operaio del duomo, fra’ Melano – e realizzato da Nicola Pisano e dai suoi celebri aiuti (tra i quali il figlio Giovanni e Arnolfo di Cambio)  fra il 1266 e il 1268. A quel punto sarà possibile, grazie al rilievo fotogrammetrico, fornire una ricostruzione digitale in 3 D di grande impatto visivo” – spiega il professor Bartalini. Già ora è possibile qualche anticipazione, in particolare in merito ai colori e alle dorature che adornavano i rilievi e le statuette lapidee: “Sembra certo che alcune parti delle figurazioni non fossero pigmentate, e che dunque fosse messo in risalto il candore naturale del marmo, ma gli sfondi e altre zone, come le vesti e forse parte degli incarnati, erano dipinte e con ampio utilizzo di dorature. Negli sfondi delle scene fu utilizzato del vetro dipinto e graffito, cui era applicata sul retro una foglia d’oro. Tutto questo sopravvive solo in minima parte, a causa dei drastici interventi di pulitura che il pulpito ha subito nel corso dei secoli e che lo hanno adeguato ad una concezione della scultura che non è più quella medievale. Tuttavia, la mappatura dei frammenti sopravvissuti e la loro analisi chimico-fisica permetteranno di comprendere qual era la finitura cromatica e l’arricchimento materico del pulpito realizzato dal grande Nicola Pisano”.

 

S. P.

28 novembre 2016