Cambiamento climatico, agricoltura e stili di vita nella lezione del premio Nobel Valentini

Nel 2010 la popolazione urbana nel mondo ha eguagliato quella rurale. Il 40% della terra è già utilizzata per la produzione agricola, 13 milioni di ettari all’anno vengono deforestati, il 26% delle emissioni totali di Co2 derivano dall’agricoltura. In questo contesto ci sono 868 milioni di bambini malnutriti e 1,5 miliardi di persone obese nel mondo.

Con questi dati Riccardo Valentini, membro dell’Intergovernmental Panel On Climate Change – IPCC, il Comitato per i mutamenti climatici delle Nazioni Unite, e premio Nobel per la pace nel 2007 insieme all’ex vicepresidente americano Al Gore per il suo impegno nella difesa dell’ambiente, ha aperto scenari di riflessione sul futuro del pianeta nella sua lezione tenuta oggi nell’Aula magna dell’Università di Siena, in occasione dell’apertura della quarta edizione del del corso interdisciplinare in “Sostenibilità”.

Tanti i temi affrontati durante la lezione: dal riscaldamento globale e le emissioni di Co2 alla crescita della polazione mondiale e le sue conseguenze, dal ruolo della vegetazione terrestre nel controllo dei flussi di anidride carbonica alla necessità di modificare stili di vita e modelli alimentari.

Nelle riflessioni finali del suo intervento, Valentini ha sottolineato il ruolo fondamentale della governance politica e dell’informazione: gli obiettivi fissati con il recente accordo di Parigi, ridurre la curva delle emissioni globali del 50% entro il 2050, possono diventare realistici solo con impegni vincolanti da parte dei Governi che fissino dei limiti e delle regole che non possiamo più permetterci di superare.

Per informazioni sul corso in Sostenibilità: http://www.dsfta.unisi.it/it/didattica/sostenibilita.

 

 

S.L.

3 marzo 2017