La ricerca in Antartide, motore, sentinella e archivio del clima globale

La regione antartica svolge un ruolo determinante nel regolare il clima globale terrestre e il ghiaccio continentale ha la capacità di registrare le variazioni del clima che risalgono ad oltre 800 mila anni fa.

Per questo l’Antartide offre eccezionali possibilità di svolgere ricerche che riguardano la biologia molecolare, gli studi dell’alta atmosfera e le osservazioni sull’universo primordiale, l’evoluzione geologica a partire da 4 miliardi di anni fa, il monitoraggio dei cambiamenti climatici in atto, la ricostruzione di quelli del passato.

Sono stati questi i temi protagonisti dell’incontro che si è svolto oggi all’Università di Siena nell’ambito di “Pianeta Galileo 2017”, la rassegna promossa dalla Regione in collaborazione con gli atenei toscani per avvicinare i ragazzi alla scienza e alla ricerca.

Giuliana D’Ercole, Tenente dell’Aeronautica Militare che ha partecipato all’ultima spedizione in Antartide presso la stazione costiera Mario Zucchelli, insieme a Francesco Montomoli, ricercatore del CNR laureato a Siena, da poco rientrato dalla spedizione presso la stazione italo-francese Concordia, hanno raccontato la loro esperienza di lavoro in questa zona remota così importante per la ricerca e i ragazzi hanno potuto rivolgere le loro domande e curiosità direttamente ai ricercatori attualmente in missione alla base, collegati in videoconferenza. Il professor Carlo Alberto Ricci, presidente del Museo nazionale dell’Antartide e già docente di Scienze della Terra all’Università di Siena, presidente della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide del Piano di Ricerca Nazionale e chairman dell’European Polar Board è intervenuto sul ruolo dell’Antartide di motore, sentinella e archivio del clima globale.

Le difficoltà quotidiane legate all’ostilità del clima e del territorio, all’isolamento, alle temperature e all’altitudine, ma anche le strumentazioni sofisticate, i mezzi di trasporto e le attrezzature, come la soddisfazione per il lavoro svolto, sono stati protagonisti dei racconti dei ricercatori.

L’Università di Siena partecipa alle spedizioni in Antartide da molti anni con diversi progetti di ricerca, dalla biodiversità ed ecologia degli ambienti terrestri e marini, all’evoluzione geologica e geodinamica del continente, la paleoclimatologia e il diritto internazionale. Sui reperti terrestri e extraterrestri raccolti in Antartide è stata costituita la sede di Siena del Museo Nazionale dell’Antartide, nell’area del complesso didattico del Laterino.

Per informazioni: http://www.mna.it/siena/siena-sede-espositiva.

 

Nella foto: Gli studenti in aula durante il collegamento in videoconferenza con i ricercatori presso la base Concordia.

 

S.L.

15 marzo 2017