Io, un manoscritto. L’Antologia palatina si racconta

“Ci sono libri che hanno avuto una vita molto più avventurosa delle avventure che raccontano”: si presenta così, nella descrizione dell’editore Carocci, il nuovo lavoro di Simone Beta “Io, un manoscritto (L’Antologia palatina si racconta)”, in cui l’autore fa parlare in prima persona il volume che ha conservato la più ricca collezione della poesia greca antica, una raccolta di quasi quattromila epigrammi composti nell’arco di quindici secoli.

Con un taglio narrativo tra il saggio e il romanzo, il libro racconta delle vicende avventurose del manoscritto e del lunghissimo percorso che da Costantinopoli, dove è stato scritto nel X secolo, lo ha portato per l’Italia tra il XIV e il XV secolo per evitare che finisse distrutto durante la presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani, per poi finire nelle mani di Erasmo da Rotterdam e in Inghilterra, dove ha fatto su e giù fra le isole britanniche e il Belgio prima di arrivare in Germania, a Heidelberg, nella Biblioteca Palatina.

Simone Beta è professore associato di Filologia classica all’Università di Siena. I suoi interessi principali sono il teatro (in particolare la commedia greca e latina), la retorica, il vino e il simposio, la poesia epigrammatica, la tradizione della cultura classica nell’età moderna, l’enigma. Ha pubblicato articoli e saggi in italiano, inglese e francese presso prestigiose riviste e case editrici italiane e straniere (Einaudi, Mondadori, Rizzoli, il Mulino, Carocci, Sellerio, Oxford University Press, Brill, De Gruyter, Boccard, Beauchesne).

La scheda del libro su Carocci editore: http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843086214

 

S.L.

04 aprile 2017