La ricerca internazionale fa rete per lo sviluppo del vaccino contro l’Ebola. Importanti passi avanti da un recente studio

La grave epidemia di Ebola che ha colpito l’Africa occidentale nel 2014 ha causato oltre 28.000 casi di infezione e più di 11.000 decessi. Attualmente non esistono terapie o vaccini autorizzati contro questo virus; enormi passi avanti sono stati fatti per il suo sviluppo e la disponibilità di un vaccino efficace sarebbe fondamentale per prevenire la diffusione della malattia nelle aree a rischio.

Proprio in risposta all’emergenza sanitaria, nel 2015, è partito il progetto pluriennale di ricerca del consorzio VSV-EBOVAC, che vede la collaborazione di 13 partner di 7 diversi paesi con l’obiettivo di portare avanti lo sviluppo del vaccino rVSV-ZEBOV, particolarmente promettente anche a giudizio dell’OMS, e di raccogliere informazioni fondamentali per valutarne l’immunogenicità, cioè la capacità di stimolare risposte immunitarie nell’uomo, e la sicurezza.

Il lavoro di ricerca sul vaccino contro il virus Ebola è un esempio di grande collaborazione nella comunità scientifica internazionale. Coordinato dalla professoressa Donata Medaglini, per conto dell’Università di Siena e della Sclavo Vaccines Association (SVA), il progetto internazionale è finanziato per 3,9 milioni di euro da Innovative Medicines Initiative2 (IMI2), partnership tra Unione Europea (Horizon 2020) e Federazione Europea delle Industrie e delle Associazioni Farmaceutiche (EFPIA).

Il progetto è partito dai trial clinici effettuati in Europa e in Africa per portare avanti la fase di sviluppo del vaccino VSV-ZEBOV, che impiega come vettore il virus della stomatite vescicolare e che attualmente è l’unico vaccino contro l’Ebola con efficacia dimostrata in studi clinici di fase III.

E’ proprio di questi giorni la notizia di un importante passo avanti nella ricerca da parte del consorzio internazionale VSV-EBOVAC, che ha collaborato allo studio nel quale è stato identificato il profilo dei marcatori plasmatici della risposta al vaccino rVSV-ZEBOV.

Il lavoro di ricerca è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science Translational Medicine e ha preso in considerazione campioni di plasma di soggetti sani vaccinati in Europa e in Africa per identificare una risposta immunitaria specifica e analizzare gli effetti a diversi dosaggi.

L’analisi ha permesso di caratterizzare uno specifico profilo di citochine plasmatiche, in risposta a diverse dosi di vaccino, che ha una forte relazione con l’immunogenicità e la sicurezza del vaccino stesso.  I risultati della ricerca suggeriscono che la “firma plasmatica” individuata potrebbe essere applicata anche a studi su altri vaccini per determinarne l’efficacia immunitaria e la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate.

“Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca per lo sviluppo di un vaccino efficace contro questa terribile malattia” – ha spiegato la professoressa Donata Medaglini. ” Poter contribuire con il nostro lavoro a questo obiettivo ha per noi un grande valore etico.  Nel progetto siamo riusciti a mettere in rete l’esperienza maturata qui a Siena in tanti anni in ambito vaccinologico, frutto di sinergie tra pubblico e privato”.

Per informazioni sul progetto VSV-EBOVAC: www.vsv-ebovac.eu.

 

La pubblicazione:

Science Translational Medicine, “A dose-dependent plasma signature of the safety and immunogenicity of the rVSV-Ebola vaccine in Europe and Africa”, Angela Huttner, Christophe Combescure, Stéphane Grillet, Mariëlle C. Haks, Edwin Quinten, Christine Modoux, Selidji Todagbe Agnandji, Jessica Brosnahan, Julie-Anne Dayer, Ali M. Harandi, Laurent Kaiser, Donata Medaglini, Tom Monath, VEBCON and VSV-EBOVAC Consortia, Pascale Roux-Lombard, Peter G. Kremsner, Tom H. M. Ottenhoff, Claire-Anne Siegrist.

 

S.L.

26 aprile 2017