“Saba”, l’ultimo lavoro di Stefano Carrai

“Questo saggio sulla personalità di Saba e sulla sua opera tiene conto di tutti i progressi fatti dalla critica negli ultimi decenni sia sul piano filologico sia su quello dell’analisi metrico-stilistica e della contestualizzazione storico-culturale dei testi”. Si presenta così, nella quarta di copertina il nuovo lavoro di Stefano Carrai sul poeta e scrittore Umberto Saba (Salerno Editrice) che prosegue:  “Mancava da tempo del resto una nuova messa a punto che aggiornasse sia il profilo biografico sia la fisionomia del poeta e del prosatore sì da rilanciare l’interesse per la sua opera. Egli ha attraversato la prima metà del secolo partecipando delle sue vicende intellettuali e politiche senza mai omologarsi alle mode del momento, anzi mantenendo una sua rotta peculiare dovuta sia al carattere della propria formazione in una città speciale per collocazione geopolitica e culturale sia all’autenticità di fondo della propria poetica. La sua vena ha influenzato un filone di poesia all’apparenza facile e leggero, appunto, minoritario ma non per questo meno vivo lungo l’intero arco della nostra poesia novecentesca, da Betocchi e Penna a Caproni e Bertolucci”.
Stefano Carrai insegna Letteratura italiana all’Università di Siena. È membro del collegio di direzione del «Giornale storico della Letteratura italiana» e dell’«Alighieri». Si è occupato a lungo di testi e autori italiani fra Medioevo e Rinascimento. Oltre che di Saba, si è interessato di altri autori del Novecento, scrivendo saggi su Montale, Sereni, Fortini, Calvino e Raboni. Alla narrativa di Svevo ha dedicato il volume “Il caso clinico di Zeno” (Pisa, Pacini, 2010).

11 maggio 2017