Giovani attenti ai prezzi del cibo e pro vaccini: gli stili alimentari e la salute dei millennials in un’indagine

Nonostante siano assidui frequentatori dei social networks non li usano per informarsi su temi sensibili come alimentazione e salute. Sono molto attenti ai prezzi del cibo che consumano, anche a discapito della qualità, ma perlomeno in linea di principio sono disponibili a modificare i propri consumi in nome della sostenibilità. Sono scettici verso la grande industria e temono che manipoli la qualità dei prodotti  per interessi economici.

Molto interessanti, e in alcuni casi sorprendenti, gli atteggiamenti dei Millennials su cibo, salute e sostenibilità che emergono dall’indagine appena pubblicata dall’Università di Siena, condotta dal Laboratorio Analisi Politiche e Sociali su un campione nazionale di 1052 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 35 anni, in occasione del Millennials lab, laboratorio internazionale in corso al Santa Chiara Lab.

Il prezzo è senza dubbio il fattore che incide di più nella scelta dei cibi, con il 91% degli intervistati che lo indica come molto o abbastanza importante, seguito dalle proprietà nutrizionali e dalla stagionalità del prodotto (85% e 84% del campione), dalla provenienza italiana (83%) e dall’affidabilità del brand (81%).

Sottoponendo agli intervistati due immagini di bottiglie d’olio è stato chiesto loro quale acquisterebbero tra uno di provenienza italiana, marchio DOP, e una miscela di oli di oliva originari dell’Unione Europa. In presenza della sola indicazione geografica il 99% degli intervistati ha optato per l’olio di origine italiana, ma aggiungendo la variabile prezzo (10 euro per la bottiglia di olio italiano, 4 euro per quello europeo) questa percentuale è scesa di quasi trenta punti, al 69%, mostrando quanto il prezzo incida sulla scelta dei ragazzi.

Sulla base del consumo alimentare medio settimanale emrfgono dall’indagine quattro tipologie di giovani consumatori: i consapevoli, attenti a salute e sostenibilità (26%); gli sbrigativi, che danno precedenza alla praticità (19%); i politeisti alimentari, che consumano frequentemente prodotti di qualità e con la stessa frequenza cibi pronti e confezionati (24%); e infine la categoria più consistente degli agnostici alimentari (il 31% del campione) rappresentata da coloro che fanno un uso misurato sia degli alimenti qualitativamente superiori (biologico, mercato equo e solidale, marchio DOP IGP, DOCG) che del cosiddetto junk-food.

Sorprendente il dato su le fonti informative considerate autorevoli sul tema: solo il 23% dei giovani italiani dichiara di aver fiducia nelle informazioni veicolate sui social media sui temi di alimentazione e salute, in minor misura anche rispetto a televisione (32%), radio (38%) e quotidiani (41%). Al primo posto tra le fonti affidabili vi sono invece la famiglia e i medici di base, che raccolgono rispettivamente l’88% e l’83% di consenso degli intervistati.

A proposito della tematiche relative alla salute i giovani italiani si scoprono nettamente pro vaccini. La maggioranza, oltre l’80%,  ritiene infatti che i benefici del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia superino i rischi e più del 70% che i bambini sani dovrebbero essere obbligatoriamente vaccinati per frequentare la scuola. Dato interessante, che merita riflessione, è che dall’altro lato, coloro che ritengono i vaccini dannosi, nonostante la qualità scientifica delle informazioni loro fornite sui benefici dei vaccini, non modificano le loro opinioni.

Nella parte in cui la ricerca indaga quanto i giovani siano permeabili ad una visione del mondo cospiratoria su alimentazione e problematiche connesse alla salute, una netta maggioranza di intervistati è d’accordo con l’esistenza di complotti di vario genere orchestrati dall’industria alimentare, farmaceutica e le grandi catene di fast-food con la complicità della politica. Scarsa l’informazione riguardo la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, sconosciuta a più di metà del campione con ovvie correlazioni con il livello di istruzione degli intervistati.

Il rapporto completo della ricerca è disponibile on line, nelle pagine del dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena: http://www.circap.org/uploads/1/8/1/6/18163511/report_cibo_e_giovani_.pdf.

 

S.L.

19 maggio 2017