Migrazione, legami familiari e appartenenze religiose: un’indagine a Siena e a Roma

Famiglia, religione e migrazione sono i temi di grande attualità indagati dal gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive che ha lavorato recentemente sui migranti in provincia di Siena, e non solo, con un focus su legami familiari e identità individuali e collettive.

Sono diverse le piste seguite dai ricercatori, tanti e interessanti i dati raccolti, con metodi e focus differenti.

Nello specifico, il filone dell’indagine coordinato da Luciano Li Causi si è svolto a Siena e nella sua provincia attraverso 70 interviste a migranti da paesi mussulmani. Le interviste sono state strutturate secondo uno schema che cerca di evidenziare soprattutto l’autopercezione identitaria in relazione alla società d’accoglienza, da un lato, e la rilevanza della religione all’interno dell’autorappresentazione identitaria, dall’altro.

ll lavoro di Piero Vereni si è concentrato invece sulla differenza religiosa a Roma, con particolare riferimento alla presenza di cittadini bangladesi, seguiti nei loro movimenti in Italia e a Londra. La ricerca sul campo si è sviluppata attraverso la frequenza regolare del centro islamico Torpignattara Muslim Center, dove, oltre ad incontri e conversazioni, sono state registrate ventidue interviste approfondite con rappresentanti della comunità con la metodologia della “storia di vita”, raccogliendo percorso migratorio, storia familiare e rapporto con la fede islamica. Lo spostamento nel Regno Unito di un numero crescente di famiglie bangladesi a partire dal 2008 ha richiesto una parte del lavoro a Londra, per raccogliere interviste centrate in modo particolare sulla scelta del sistema educativo per i figli.

Fabio Mugnaini ha lavorato sulla migrazione in provincia di Siena, selezionando quattro casi di studio di famiglie in fase di integrazione, unite dalla comune provenienza dal Marocco e dal radicamento nel territorio. Le interviste, alcune in formato audio-video, si sono alternate alla condivisione di momenti del quotidiano e di osservazione dell’interazione sociale, con metodologia qualitativa e dialogica. Marta Cappelli ha inoltre sondato famiglie immigrate nella parte meridionale della provincia di Siena, con oltre dieci casi di studio, sul ruolo di mediazione della donna nei processi di integrazione.

Infine la parte di ricerca coordinata da Riccardo Putti riguarda una comunità di curdi della Turchia prevalentemente provenienti da Bingol, costituita da circa 250 persone, sul versante grossetano del Monte Amiata. L’indagine ha ricostruito le fasi di creazione della comunità e le dinamiche di inserimento: al primo flusso di uomini soli, impegnati in agricoltura, sono seguiti i ricongiungimenti familiari e solo in un terzo momento le nascite di figli. Inoltre è stato osservato come in questo caso il fattore religioso non costituisca un asse prevalente per la propria identità interna.

Il lavoro di ricerca è stato svolto dall’unità operativa Siena-Roma, nell’ambito del progetto PRIN 2012 – Migrazione, legami familiari e appartenenze religiose: interrelazioni, negoziazioni e confini.
I risultati sono ora in fase di elaborazione.

 

S.L.

6 giugno 2017