Si producono ad Arezzo gli audiolibri del Centro del libro parlato dell’Unione italiana ciechi

Da Christopher Moore a Fulvio Ervas, da Marta Morazzoni a Veronica Roth, da Ernst Lothar a Lucinda Riley, sono questi gli autori a cui i volontari della sezione soci di Arezzo di Unicoop Firenze  stanno dando voce in queste settimane, registrando gli audiolibri o “libri parlati” su richiesta degli stessi futuri fruitori, persone con gravi problemi di vista. Il lavoro si svolge nella cabina silente del Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena, che si trova ad Arezzo nei laboratori del campus del Pionta.

Attrezzatura unica in Toscana per dimensioni e tipologia, di grande utilità nelle discipline linguistiche, per la registrazione e la raccolta dati, usata da docenti e da molti laureandi, la cabina è stata quindi messa a disposizione anche per la registrazione degli audiolibri che il Centro del libro parlato dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti produce in collaborazione con Unicoop Firenze.

Sulla base di una convenzione tra il Dipartimento dell’Università di Siena e Unicoop  – di cui è responsabile la professoressa Silvia Calamai, docente di Glottologia e linguistica generale – i volontari della sezione soci di Arezzo di Unicoop che partecipano al progetto “Audiolibri” (oltre mille in Toscana) si alternano ogni giorno nella lettura e registrazione all’interno della cabina, progettata per ottenere l’anecoicità in campo acustico, ovvero il massimo abbattimento delle riflessioni del suono tramite l’adozione di forme particolari e l’uso di materiali fonoassorbenti.

Il catalogo del Centro del libro parlato comprende decine di migliaia di titoli, che spaziano dalla narrativa alla scienza, dalla storia alla filosofia. La narrativa in particolare, si sa, riesce a creare una relazione profonda tra il libro e il suo lettore, attraverso l’identificazione con i personaggi e la condivisione degli stati d’animo. I non vedenti, ipovedenti, dislessici o comunque coloro che non sono in grado di leggere autonomamente ma che amano la lettura possono trovare le stesse emozioni proprio nell’ascolto dei “libri parlati”.

 

C.B.

7 giugno 2017