Si può “umanizzare” la medicina? Letteratura, arti, storia e filosofia per formare medici più empatici

Lo sviluppo della moderna medicina scientifica nel diciannovesimo secolo e i progressi terapeutici del secolo scorso hanno spostato l’interesse di molti medici dal paziente alla malattia. Di conseguenza, negli ultimi decenni, è emersa la necessità di “umanizzare” la medicina e di riportare al centro dell’attenzione medica e della formazione dei futuri professionisti della salute l’uomo e non solo la sua malattia.

Sull’importanza, per la medicina,  di rafforzare i rapporti con le scienze sociali e comportamentali e di entrare in dialogo con la filosofia morale e con gli apporti delle arti espressive il Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena, insieme all’Università Pompeu Fabra e alla Fondazione Antoni Esteve di Barcellona, organizza una giornata di studi che si svolgerà venerdì 8 settembre a Siena.

“E un’iniziativa a carattere multidisciplinare – spiega il professor Carlo Orefice, docente di Pedagogia presso il Dipartimento dell’Ateneo con sede ad Arezzo – che vuole tracciare un percorso per offrire spunti di riflessione educativa sul rapporto tra Medical Humanities e formazione dei professionisti della salute e per individuare gli strumenti e le competenze trasversali necessarie a un buon esercizio della pratica clinica”.
Alla giornata di studi, dal titolo “Soft Skills in Medical Education: the Role of Medical Humanities”, parteciperanno professionisti provenienti dalle comunità accademiche e mediche italiane e spagnole (dalle ore 9 nella sala consiliare del palazzo del Rettorato, via Banchi di sotto).
“Dopo alcuni anni dall’introduzione di specifici corsi di letteratura e scienze umanistiche all’interno delle Facoltà mediche – commenta Josep Baños, docente di Farmacologia dell’Università Pompeu Fabra -, dobbiamo convincere le istituzioni che formano i medici che la letteratura, le arti visive ed espressive, la storia o la filosofia possono aiutare gli studenti a comprendere meglio i sentimenti dei pazienti sulle proprie malattie. Le discipline umanistiche non sono una curiosità culturale nel campo della medicina, aiuteranno a formare medici più empatici convincendoli della necessità di curare i pazienti, non solo le malattie”.

Sulle Medical Humanities l’Università di Siena e l’Università Pompeu Fabra di Barcellona organizzeranno anche un master.

Il programma della giornata di studio è online

 

C.B.

6.9.2017