criminologia “Dalla parte delle vittime”, congresso nazionale in ateneo

Delitti ambientali, immigrazione, detenuti islamici e radicalizzazione, foreign fighters, tecnologie digitali e nuovi crimini, nuovi ambiti della psicopatologia forense, sono i temi che saranno approfonditi, dal punto di vista criminologico, dal  XXXI Congresso nazionale della Società italiana di criminologia  in programma all’Università di Siena dal 26 al 28 ottobre.

Il titolo scelto, “Dalla parte delle vittime. La ricerca criminologica fra ambiente e territorio, individui e collettività”, mette in evidenza le linee di sviluppo attuale della ricerca criminologica, che si confronta con fenomeni sempre in via di mutamento, legati spesso a questioni ambientali (o con conseguenze sull’ambiente), in una dimensione che alterna il coinvolgimento dell’individuo e della collettività.

In un quadro sociale globale che, più che processi di cambiamento presenta mutazioni, cioè rapide trasformazioni, talvolta strutturali, il congresso, come ricorda la professoressa Anna Coluccia, ordinario di criminologia dell’Università di Siena, “è dedicato alle mutazioni cui va incontro la figura della vittima”, anche alla luce di un contesto nel quale vi è la centralità delle tecnologie informatiche e telematiche, dell’immateriale e del post-fisico.
“La contemporaneità – evidenzia Coluccia – si qualifica proprio per la molteplicità dei fenomeni e degli attori; si passa, sempre schematizzando, da fenomeni che interessano molecolarmente il tessuto sociale, sovente rimanendovi sommersi (molteplici tipi di micro-vittimizzazione, stalking, mobbing, lo stesso bullismo, per non parlare della violenza domestica), incluse forme di criptovittimizzazione in senso proprio (per esempio vittimizzazione indiretta: deprivazione di diritti e opportunità, truffe e raggiri ai danni del consumatore, del risparmiatore, ecc.); a fenomeni estremamente caratterizzati, come la vittimizzazione di massa, con riferimento alla crescente esposizione di individui e intere comunità a fatti violenti anche gravi. Si pensi, per esempio, alla violenza di tipo terroristico o alla contaminazione/inquinamento di territori anche vasti da parte di soggetti criminali ma pure di attori sociali inseriti a pieno titolo nel tessuto economico legale (gli esempi producibili, su ciascuno di questi fronti, sono evidentemente numerosi e circostanziati, anche volendosi limitare al contesto nazionale)”.

24 ottobre 2017