La depressione è una dea. I Romani e il male oscuro

Il male oscuro che chiamiamo depressione è antico quanto l’uomo. Ce lo racconta nel suo libro, edito da Il Mulino, Donatella Puliga, rileggendo le testimonianze dell’antichità greca e romana e seguendo la traccia delle parole e delle metafore.

“La depressione è una dea. I Romani e il male oscuro” è il titolo del volume in cui tra semantica, antropologia e psicologia, scopriamo che mentre il pensiero medico greco aveva inteso la malinconia come vera e propria patologia fisica legata alla «bile nera», nel mondo romano essa pare riferirsi non più solo alla sfera del corpo ma a quella della mente e dei suoi fantasmi.

Donatella Puliga insegna Civiltà classica e Lingua e letteratura latina all’Università di Siena. Tra i suoi libri: «Percorsi della cultura latina» (Carocci, 2003), «Ospitare dio» (Melangolo, 2009) , «L’ospitalità è un mito?» (Melangolo, 2010), e per Einaudi, con S. Panichi, «In Grecia. Racconti dal mito, dall’arte e dalla memoria» (20162), «Un’altra Grecia. Le colonie d’Occidente tra mito, arte e memoria» (2005) e «Roma. Monumenti, miti, storie della città eterna» (2012).

 

 

S.L.

29 gennaio 2018