Formazione, un mondo in evoluzione

La formazione serve per innovare, ma ha bisogno a sua volta di essere costantemente innovata. Sempre di più emerge la necessità di metodologie didattiche più efficaci, supportate dalle nuove tecnologie, capaci di trasmettere i contenuti dell’apprendimento attraverso modalità adeguate a specifici contesti, nelle università, nelle imprese, nelle organizzazioni complesse. Ma non solo occorre imprimere forme nuove alla didattica: occorre essere poi in grado di agire in un sistema standardizzato che permetta la misurabilità e quindi la riconoscibilità del sapere acquisito, in tutti i settori.

Su questi temi ha offerto spunti interessanti il seminario che si è recentemente svolto nell’aula Magna del Rettorato, dove sono intervenuti Franco Amicucci, esperto nel settore delle nuove tecnologie per la formazione, Simone Whittemore, manager nel campo della formazione, e Matteo Bertazzo,  esperto di Open Badge presso CINECA.

“Un primo momento funzionale all’elaborazione di una strategia complessiva con riferimento all’innovazione didattica e al supporto dei docenti nell’affrontare le nuove sfide formative”, ha definito il seminario il rettore Francesco Frati, che ha posto il tema all’attenzione della comunità dell’Ateneo.

Amicucci ha illustrato la molteplicità delle forme in cui si declina la nuova formazione, i suoi momenti, gli spazi virtuali e praticamente infiniti dedicati all’apprendimento. Whittemore ha offerto una visione amplissima delle nuove competenze su cui si innesta la formazione, su cui ormai occorre una visione globale.

Ma come è possibile misurare le competenze, se sono così specifiche e differenziate? Una possibilità viene offerta dagli “Open Badge”, uno strumento digitale per mapparle, acquisirle e valorizzarle, in un sistema standardizzato che le rende ovunque riconoscibili.

Come ha spiegato Bertazzo, il focus sarà sempre concentrato sul “digital credentialing”, cioè sulla dichiarazione digitale che attesti determinate acquisizioni di competenze, in modo rappresentabile, tracciabile, verificabile e condivisibile, soprattutto in ambiti dove l’apprendimento risulti non del tutto formalizzato. Un campo nel quale anche l’Ateneo potrebbe intervenire direttamente in un futuro non lontano.

 

Siena, 28 maggio 2018

A.G.