“Agostino Pirella. L’esperienza di Arezzo a 40 anni dalla legge 180”

Il percorso che ha portato alla chiusura del manicomio di Arezzo e alla creazione dei servizi territoriali, a partire dal 1971, ha costituito un modello a livello italiano e internazionale nell’approccio alla salute mentale, il cui principale fautore è stato lo psichiatra Agostino Pirella. Collaboratore di Franco Basaglia, di lui poco più giovane, Pirella, portò con sé l’esperienza maturata a Gorizia, trasformando la realtà aretina in una delle più significative della “psichiatria radicale”.

Per ripercorrere questa storia, valorizzando il contributo scientifico e il lascito culturale di Pirella, nella scia dei progetti di ricerca attivati intorno alla ricostruzione e allo studio dell’archivio storico dell’ospedale neuropsichiatrico e dell’archivio sonoro Bruzzone – delle voci dei pazienti – il dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale, insieme al Centro Franco Basaglia hanno organizzato un convegno di studi, a quarant’anni dalla legge 180.

Oggi e domani il confronto tra storici, psichiatri e pedagogisti, con le testimonianze di alcuni degli operatori che hanno lavorato con Pirella, offrirà spunti per una riflessione sull’esperienza della psichiatria di oggi, a distanza di decenni dalla nascita di una idea nuova che poneva l’uomo prima e al centro di ogni considerazione riguardo alla malattia mentale.

I programma è sul sito del dipartimento: https://www.dsfuci.unisi.it/it

A.G.

Siena, 7 giugno 2018

Foto: dipinto di Livio Poggesi, “Ritratto del direttore”, 1977, dal programma del convegno.