L’archivio dello psichiatra Pirella donato all’Ateneo. Ricercatori già al lavoro

In duecento scatoloni, consegnati all’Ateneo nella primavera scorsa, erano racchiusi tutti i suoi documenti e la biblioteca. A un anno dalla morte dello psichiatra Agostino Pirella – collaboratore e amico di Basaglia e protagonista insieme a lui della rivoluzione che portò alla chiusura dei manicomi italiani – e a quarant’anni dalla legge 180, il figlio Martino ha deciso di donare questo straordinario patrimonio all’Università di Siena. Al riordino del materiale stanno già lavorando gli archivisti e i bibliotecari della sede universitaria di Arezzo, negli spazi che furono proprio del manicomio provinciale, diretto negli anni settanta dallo stesso Pirella.

L’archivio è di circa 35 metri lineari e comprende buste, fascicoli, documenti sciolti, scatole. Una serie molto consistente è quella dei taccuini, quaderni e agendine in cui ci sono appunti di viaggio, di letture, annotazioni prese in occasione di convegni e riunioni.  Vi si trovano autografi e dattiloscritti dei testi di Pirella, materiali legati all’attività di docente universitario, relazioni, appunti e materiali di lavoro sia ad Arezzo che a Torino.

La biblioteca è di circa 140 metri lineari tra libri e riviste, dai testi universitari a libri di arte, musica, enciclopedie e dizionari. La parte più consistente riguarda ovviamente la psichiatria, con tutti i gli scritti di Pirella, ma anche la filosofia e la letteratura.

Sullo studio della figura di Agostino Pirella l’Università di Siena ha già investito oltre 30mila euro, attivando un assegno di ricerca, di cui è responsabile il professor Massimo Bucciantini, e una borsa di studio per il lavoro di catalogazione del materiale, progetto di cui è responsabile la professoressa Silvia Calamai, direttore scientifico dell’Archivio storico dell’ex Ospedale psichiatrico di Arezzo.

“Con la trasformazione, venti anni fa, degli spazi del manicomio di Arezzo nel campus universitario del Pionta  – ha detto il rettore il rettore dell’Ateneo Francesco Frati – la memoria di questo luogo poteva andare perduta. Ma così non è stato, grazie al progetto di valorizzazione dell’imponente patrimonio dell’Ospedale psichiatrico portato avanti da tempo dal Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale e che con la donazione di questo archivio si arricchisce di un nuovo importante contributo per i nostri ricercatori”.

 

C.B.

Arezzo, 10 dicembre 2018