Gli argenti senesi dell’Ottocento in un libro e una mostra

All’inizio dell’Ottocento ben tredici botteghe orafe erano aperte a Siena, tra piazza del Campo e le strade vicine. La storia dei manufatti in argento, sia sacri che profani, documentati o punzonati con i marchi degli  artigiani della città, dal 1781 (anno in cui il Granduca annullò i marchi della città e del saggiatore) all’unità d’Italia, sono ora raccolti un libro pubblicato da Paolo Torriti, docente di Storia dell’arte e direttore del master sul Gioiello dell’Università di Siena.

Il suo studio è partito dall’archivio del gioielliere Costantino Bulgari – donato alcuni anni fa all’Università di Siena e conservato nella sede di Arezzo -, che negli anni cinquanta aveva condotto una vasta ricerca sugli argenti antichi italiani. Le ricerche di Torriti si sono poi estese negli ultimi anni in archivi locali e in tutto il territorio senese, un’indagine che ha portato a delineare un’area di diffusione a tutto l’antico territorio della Repubblica senese.

Tra gli oltre cento argenti presentati nel volume, troviamo prodotti particolari e raffinati come il paliotto d’altare di Grosseto firmato nel 1782 da Giacomo Bonechi, o quello di Andrea Macchi per il Palazzo Pannocchieschi d’Elci, lo splendido busto reliquiario di Santa Caterina da Siena realizzato da Giuseppe Coppini nel 1807, la statua processionale per la Cattedrale di Bastia firmata da Gaetano Macchi nel 1856. Non ci solo opere sacre però, nel lavoro di Torriti troviamo ad esempio splendidi servizi di posate o eleganti e preziose caffettiere.

“Un patrimonio – aggiunge Torriti – che comunque ci restituisce solo in minima parte quello che gli argentieri della città realizzarono in quegli anni. Gli effetti di alienazioni, soppressioni, furti, le note requisizioni francesi, le fusioni per necessità economiche e, non ultimi, i mutamenti del gusto e della moda su oggetti facilmente trasformabili, hanno certamente modificato questa eredità culturale.

Il volume viene presentato il primo febbraio alle ore 17,30 a Siena, nella chiesa di san Raimondo al Refugio (via di Fiera Vecchia) dove per tutto il mese di febbraio si potrà visitare anche una mostra di alcune opere restaurate, molte delle quali di proprietà della Fondazione Conservatori riuniti.

 

C.B.

31 gennaio 2019