Diabete di Tipo 1: premio internazionale a Guido Sebastiani, ricercatore dell’Università di Siena

Un riconoscimento internazionale per la diabetologia senese: Guido Sebastiani, docente del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Ateneo di Siena, ricercatore e lab manager del Laboratorio della Fondazione Umberto di Mario Onlus, si è aggiudicato il premio della fondazione JDRF, la maggiore agenzia mondiale non profit di finanziamento alla ricerca sul diabete di tipo 1, con sede negli Stati Uniti e un budget che va dai 3 ai 4 milioni di dollari all’anno.  Il premio nPOD Young Investigator Award, conferito in  seguito ad una selezione operata da scienziati di livello internazionale, è riconosciuto al miglior giovane ricercatore nella ricerca sul Diabete di  Tipo 1, per quanto riguarda specificamente i fenomeni patologici a carico del pancreas. Il premio è stato conferito in occasione del Congresso annuale di nPOD ad Hollywood-Miami (Florida) che ha visto la partecipazione di circa 200 ricercatori ed esperti internazionali che lavorano nella ricerca sul diabete di tipo 1.

La Fondazione Umberto di Mario, attraverso il Gruppo di Ricerca coordinato da Francesco Dotta, direttore del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Università di Siena, che collabora anche presso il bioincubatore di Toscana Life Sciences, focalizza la propria attività di ricerca principalmente sullo studio di questa patologia autoimmune e sui meccanismi che ne sono alla base.

Ogni anno in Italia si registrano 6000-7000 nuove diagnosi di diabete autoimmune di tipo 1,  e complessivamente riguarda 250.000 persone nel nostro Paese. Si tratta di una condizione caratterizzata dall’aggressione da parte del sistema immunitario delle cellule pancreatiche deputate alla produzione e secrezione di insulina. La loro distruzione comporta la totale, o quasi, assenza di produzione di insulina endogena, costringendo il paziente a continue somministrazioni di insulina esogena.

L’attività di ricerca svolta da Guido Sebastiani e dal suo team, diretto dal professor Francesco Dotta, sta caratterizzando sempre di più i meccanismi patogenetici della malattia, lavorando su più fronti e grazie a un’ampia rete di collaborazioni nazionali (Università di Pisa, HSR San Raffaele DRI-Milano, Università Sapienza Roma, Università di Catania) ed internazionali (Leuven-Belgio, Parigi-Francia, Losanna-Svizzera, Exeter-UK, Oslo-Norvegia, Gainesville- Florida, USA). In particolare, fra le scoperte più rilevanti: l’identificazione di nuovi linfociti autoreattivi che invadono il pancreas di pazienti con diabete di Tipo 1; l’identificazione di un nuovo meccanismo con cui i linfociti attaccano e distruggono le beta-cellule pancreatiche secernendo vescicole contenenti microRNAs (piccole molecole che regolano l’espressione genica); e la caratterizzazione di nuovi biomarcatori circolanti (i microRNAs) che un giorno permetteranno di predire il decorso del diabete di tipo 1 e di indirizzare specifiche terapie (medicina di precisione).

 

S. P.

17 aprile 2019