Gli studenti dell’Università di Siena partecipano alla liberazione della tartarughe marine Uragano e Tempesta

Gli studenti del corso in Ecotossicologia e sostenibilità ambientale dell’Università di Siena hanno partecipato il 29 gennaio scorso alla liberazione di Uragano e Tempesta, due tartarughe Caretta caretta vittime di cattura accidentale. La restituzione al mare delle due testuggini è avvenuta al Centro velico Gargano dopo alcune settimane durante le quali gli animali sono stati sottoposti a cure e riabilitazione presso il Centro di recupero di Legambiente a Manfredonia. Hanno partecipato alla liberazione Giovanni Furii, responsabile scientifico del Centro, e la professoressa Maria Cristina Fossi, docente del corso dell’Ateneo senese. Gli studenti hanno trascorso una mattinata formativa dedicata al monitoraggio delle specie a rischio in ambiente marino, nell’ambito del progetto europeo COMMON (COastal Management and Monitoring Network for tackling marine litter in the Mediterranean Sea), nato per favorire una gestione integrata e sostenibile delle zone costiere per la riduzione dei rifiuti in mare. 

Tra le tartarughe marine che ogni anno in Italia vengono catturate accidentalmente durante le attività di pesca professionale una su quattro non sopravvive. In circa il 50 per cento degli esemplari, che trovano assistenza nei Centri di recupero di Legambiente, sono stati documentati l’ingestione o l’intrappolamento in rifiuti marini, composti per circa il 90 per cento da plastica.

 “Sono oltre 180 le specie marine – spiega la professoressa Fossi – che hanno ingerito frammenti di plastica, dal plancton ai grandi filtratori, e tra queste la Caretta caretta rappresenta una delle specie più a rischio, tanto da essere proposta come specie indicatrice dell’ingestione di rifiuti nell’ambito della Strategia marina”. La docente e il suo gruppo di ricerca portano avanti da anni una campagna di monitoraggio delle microplastiche e il loro relativo impatto sulla fauna marina nel Mediterraneo attraverso il progetto Plastic Busters MPAs. 

 

A.B.

3 febbraio 2020