Il gender gap nell’impresa del vino: uno studio mostra dati positivi inattesi

Nell’ambito del settore vitivinicolo, quali sono i profili delle donne che fanno richiesta di credito e con quali le motivazioni? Cosa pensano le donne di questo settore sui meccanismi di accesso al credito?
Il “gender gap” nel mondo dell’impresa è al centro dell’analisi dell’Università di Siena presentata nei giorni scorsi, in occasione della manifestazione “Wine&Siena”, dal professor Lorenzo Zanni, docente del dipartimento di Studi aziendali e giuridici dell’Ateneo senese, e il suo gruppo di ricerca.
Lo studio commissionato dall’Associazione donne del vino, condotto attraverso un questionario su 800 imprenditrici del settore, ha messo in luce dei segnali positivi e inaspettati.
Sulle 167 imprenditrici che hanno risposto all’intervista (il 20,8% del campione), 109 avevano fatto richiesta di credito e 106 lo avevano ottenuto.
Dei risultati in controtendenza rispetto alle iniziali ipotesi di ricerca che, basandosi su indagini precedenti, evidenziavano problemi di richiesta e concessione del credito nel mondo del vino e in particolare per le donne imprenditrici.
“Le risposte delle donne dell’Associazione intervistate – spiega il professor Zanni – fanno emergere una situazione migliore di quella ipotizzata. Ovviamente il dato si riferisce solo alle rispondenti associate e non ha valenza statistica generale per il settore, ma il quadro messo in luce dai nostri dati è di donne con esperienza e titoli di studio migliori della media nazionale, spesso proprietarie dell’azienda, che quando chiedono credito in gran parte lo ottengono. Nella loro esperienza non ci sono forme di discriminazione di genere da parte delle banche”.
“Il nostro campione – prosegue Zanni –  è probabilmente la punta di un iceberg che esprime l’eccellenza del mondo del vino: sono donne che operano in alcune regioni, sopratutto al Nord, di esperienza, che chiedono credito dopo oltre 10 anni di lavoro, con profili professionali e patrimoni solidi alle spalle; ciò quindi non vuol dire che non ci siano difficoltà in altri segmenti di mercato”.
“Con la dovuta prudenza – conclude Zanni – si può però affermare che ci sono dei segnali che qualcosa nel mondo dell’impresa al femminile sta cambiando, anche se molto lentamente. Sicuramente il mondo del vino vede oggi una componente femminile molto preparata e la performance positiva viene sempre più riconosciuta anche dalla banche”.
S.L.
3 febbraio 2020