Scoperta una nuova stella doppia, due astri che orbitano in una stretta danza a 7000 mila anni luce da noi

Nella nostra Galassia ci sono 300 miliardi di stelle. Alcune sono singole e con una luminosità costante nell’arco di milioni di anni, altre sono doppie o addirittura multiple. Nella loro orbita reciproca due astri possono passare davanti alla nostra linea di vista e quindi causare una mutua eclissi, come in un’eclissi di Sole, dove la luce viene in parte oscurata dal passaggio della nostra Luna davanti al disco solare. Così, quando si osservano con i telescopi, le due stelle seguono la loro orbita e vedremo la luce della stella variare di luce. “E’ un modo anche per scoprire la presenza di pianeti extrasolari – spiega il professor Giorgio Bianciardi, del Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze – : pianeti di altre stelle che passando davanti al disco della stella ne occultano in parte la luce, così permettendone la loro scoperta e la loro caratterizzazione. E’ un settore che come ricercatore seguo da vicino per la sua forte relazione con la ricerca di vita al di fuori della Terra, uno dei miei campi di studio e di insegnamento all’Università di Siena”.

Molti mesi fa un amatore astronomo, Giuseppe Conzo, insieme ad altri del suo gruppo astrofili, quello di Palidoro vicino a Roma, stava seguendo un campo di stelle con un piccolo telescopio, un rifrattore di otto centimetri, un piccolo strumento. Il suo target era l’eclissi di una stella in Auriga causata da un suo pianeta extrasolare conosciuto, KELT-7b. “Le foto evidenziarono che un altro piccolo punto luminoso presente nel campo stellare studiato sembrava mostrare una piccola, ma apprezzabile, variazione di luminosità. In quattro ore l’oggetto mostrò una netta discesa e salita di luminosità. La stella non risultava conosciuta come stella variabile e per confermare e capire il tipo di variazione erano necessarie centinaia di altre misure, per le quali gli astrofili ci chiesero aiuto. Misurazioni che abbiamo fatto con il Telescopio remoto della Unione astrofili italiani, di cui sono responsabile nazionale. Accettai volentieri, la stella sembrava davvero molto particolare”. In varie nottate il professor Bianciardi ottenne altre misure di luminosità della stella che confermarono la variazione, altri successivamente si unirono in questa ricerca. “Non fu facile, ma alla fine si rilevò un raro sistema doppio, a 7000 anni luce da noi, del tipo ELL: due stelle molto vicine che orbitano in una strettissima danza, una stella gialla gemella del nostro Sole e una più piccola nana di colore arancio, così vicine da quasi fondersi tra loro”.

La scoperta è stata riconosciuta a livello internazionale e posta nel database VSX, The International Variable Star System, USA. Lo strano nome dato al sistema doppio, Gunvag 1, è l’acronimo delle iniziali dei gruppi e delle istituzioni che hanno partecipato alla scoperta.

 

11 marzo 2020