Il giacimento fossile di Allan Hills: quando l’Antartide era ricoperta da grandi foreste

Identificati dai ricercatori dell’Università di Siena oltre 250 legni fossili e scoperte numerose impronte di foglie: appena terminata la spedizione al Polo Sud

Sono appena rientrati i tre ricercatori dell’Università di Siena che hanno partecipato alla trentunesima Spedizione italiana del Programma Nazionale Ricerche in Antartide, studiando una delle più vaste e rilevanti foreste fossili del Polo Sud.

Gianluca Cornamusini, Matteo Perotti e Sonia Sandroni hanno svolto la parte principale dell’attività di ricerca utilizzando un campo remoto ad Allan Hills, in rilievi distanti oltre 200 km dalla base scientifica italiana Mario Zucchelli, nella Terra Vittoria.foglia-fossile

Pubblichiamo un testo divulgativo scritto dal coordinatore scientifico del progetto, professor Franco Talarico:

L’attività è stata svolta nel progetto di ricerca PNRA AZ2.08, coordinato da Franco Talarico, docente di Petrografia nel  Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, che prevede collaborazioni internazionali con ricercatori americani e tedeschi e coinvolge anche ricercatori degli atenei di Padova, Perugia e di Roma Tre e del CNR. Nei primi 5 giorni di campo l’attività è stata stata resa difficile dalla persistenza di venti catabatici che hanno soffiato continuamente, con raffiche sino ad oltre 40 nodi, portando la temperatura percepita da -25°C a circa -55°C.
Nonostante le avverse condizioni ambientali, le ricerca geologica nell’area di Allan Hills ha dato ulteriori risultati e arricchisce notevolmente la conoscenza di un giacimento fossilifero costituito da tronchi ed alberi fossili abbattuti, in pratica i resti di una foresta fossile, che già era stato identificato dal gruppo di ricerca in due spedizioni precedenti. I tronchi sono inglobati nella roccia, data da arenarie prodotte dall’attività di un antico sistema fluviale di età del Triassico medio (circa 245 milioni di anni di età) ed affiorano su di una
superficie vasta alcuni km2, sottoforma di legno silicizzato ed in parte carbonizzato. Nonostante la mineralizzazione, dallo studio sono emersi nuovi ed importanti dettagli anatomici dei legni originari, come gli anelli di crescita, la struttura lignea, i nodi di innesto dei rami sui tronchi, gli apparati radicali, che si sono perfettamente preservati durante il processo di fossilizzazione. Oltre ai tronchi fossilizzati, all’interno dei sedimenti più fini (argille), sono state rinvenute numerose impronte di foglie fossili, che permettono una
migliore identificazione delle piante. I nuovi ritrovamenti effettuati quest’anno hanno permesso di identificare, mappare e schedare, tramite l’ausilio di tablet dedicati, sistemi GPS con mappe georeferenziate e immagini satellitari ad alta risoluzione, oltre 250 tronchi fossili, che fanno di Allan Hills uno dei giacimenti a fossili vegetali più grandi e importanti dell’Antartide, meritevole di essere proposto come geosito di interesse internazionale ed area protetta antartica.
Si tratta infatti dei resti di un’antica e vasta foresta fossile triassica, molto probabilmente abbattuta da una o più piene alluvionali catastrofiche, con i tronchi trascinati dalla corrente del fiume e poi abbandonati nei sedimenti. La foresta, costituita da conifere e alberi decidui di Dicroidium e felci estinte, sembra caratterizzata da piante di ambiente temperato polare, che trova confronti con l’attuale taiga siberiana.
Le piene catastrofiche hanno probabilmente caratterizzato parte del Triassico inferiore e medio alla scala dell’intero Gondwana meridionale (il supercontinente che comprendeva l’America del Sud, l’Africa meridionale, l’India, l’Australia ed appunto l’Antartide) e distrutto enormi aree vegetate. Questi eventi potrebbero essere in relazione con le forti variazioni climatiche caratteristiche di tale periodo, conseguenza di una fase estremamente critica della storia della Terra, ovvero una delle più grandi estinzioni di massa verificatasi al passaggio Permiano-Triassico, che avrebbe totalmente distrutto oltre il 95% delle specie
animali e vegetali.
Le osservazioni dirette sugli affioramenti in Antartide e i dati che verranno raccolti durante le analisi dei campioni in laboratorio permetteranno di estrarre dalla foresta fossile di Allan Hills informazioni essenziali per la ricostruzione degli scenari ambientali in Antartide durante uno degli eventi di cambiamento globale più cruciali della storia del nostro pianeta.

(nella foto, una foglia fossile)

15 gennaio 2016