Nuovi studi sulle microplastiche nel Mediterraneo. Plastic Busters al via

La balenottera del Mediterraneo, anche nell’area protetta del Santuario Pelagos, è esposta alle microplastiche e agli additivi tossici della plastica, e potrebbe soffrire degli effetti nocivi dell’inquinamento.

Un recente studio dei ricercatori dell’Università di Siena, pubblicato sulla rivista internazionale “Environmental Pollution”, ha analizzato i livelli di microplastiche e dei marcatori biologici e chimici nelle balene del mar Mediterraneo comparandoli con i dati di ricerca sulle balene del mare di Cortez, al largo della costa Messicana. I ricercatori hanno riscontrato una concentrazione più alta nel mar Mediterraneo, rispetto al mare di Cortez, di sei parametri su otto presi in considerazione. Alcuni parametri sono notevolmente più alti, e rappresentano un allarme sullo stato di inquinamento da microplastica nel Mediterraneo, oltre che sui possibili effetti nocivi sulla fauna marina.

Gli autori dell’articolo fanno parte del gruppo di ricerca della professoressa Maria Cristina Fossi, del dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Università di Siena: Cristina Panti, Letizia Marsili, Matteo Baini, Matteo Giannetti, Daniele Coppola, Cristiana Guerranti, Ilaria Caliani.

Gli stessi ricercatori, coordinati dalla professoressa Fossi, sono i promotori del progetto di ricerca e divulgazione scientifica Plastic Busters, che da alcuni anni sta raccogliendo adesioni di istituzioni ed enti di ricerca da tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, per raccogliere dati integrati e promuovere strategie comuni di mitigazione dell’inquinamento da plastica. Il “Mare Nostrum” è infatti uno dei più impattati al mondo dal problema delle plastiche, essendo chiuso e densamente popolato: l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastiche, che si frammentano nelle microplastiche altamente nocive per la fauna marina, ricordano i ricercatori.

Plastic Busters ha appena ottenuto il riconoscimento della Union for the Mediterraean, la “label” che lo promuove come progetto strategico per i 43 paesi che si affacciano sul Mediterraneo,  e sta entrando nella fase di realizzazione. Soggetti privati e pubblici interessati a supportare e finanziare il progetto si riuniranno all’Università di Siena, il 14 e 15 aprile, per l’incontro “The Plastic Busters Project: moving forwards…”

 

S.P.

30 marzo 2016