Scavi archeologici tra Grecia e Marocco. Papi nuovo direttore della Scuola di Atene

Il professor Emanuele Papi risponde al telefono dal Marocco, dove svolge da anni studi archeologici e campagne di scavo. E’ appena stato nominato nuovo direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, il punto di riferimento di tutti gli archeologi e gli storici dell’antichità italiani che svolgono attività di ricerca in Grecia. “Da anni il dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena collabora con la Scuola di Atene – spiega il professore – con attività di docenza e partecipazione agli scavi archeologici. Io stesso sono docente di Archeologia romana alla Scuola di Atene, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione e membro del Comitato scientifico. Inoltre, alcuni nostri studenti post laurea, vincitori di concorso, hanno frequentato ad Atene la Scuola di specializzazione”.

Emanuele Papi

Emanuele Papi

Unica scuola archeologica italiana all’estero, la Scuola di Atene è un organismo pubblico autonomo sottoposto alla vigilanza del Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, e del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Papi è stato appena designato direttore con decreto ministeriale, ed entrerà in carica il 10 novembre, per un mandato di 4 anni.

Nata dalle spedizioni scientifiche di singoli studiosi, divenute poi Missione stabile, la Scuola viene fondata nel 1909 come interlocutrice qualificata dell’Italia, con lo scopo di fornire la base alle missioni archeologiche italiane in Grecia e nel Mediterraneo orientale. Campo privilegiato di studio è fin dall’inizio l’isola di Creta, alla quale si aggiunge poi l’isola di Lemno.

In questo contesto, a Hephaestia, a  Lemno, il professor Papi svolge ricerche archeologiche fin dal 2002, mentre un altro professore dell’Università di Siena, Enrico Zanini, svolge indagini archeologiche nel Quartiere Bizantino del Pythion a Gortina di Creta.

Papi lavora da anni anche in nord Africa, soprattutto in Marocco e in Egitto, e per tornare al Marocco, si trova adesso nel campo di scavo archeologico di Volubilis, il sito forse più celebre di quel Paese, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: “Un sito di 40 ettari, dove oggi abbiamo 45 gradi e dove io e il mio gruppo di ricerca, formato al momento da uno studente, un dottorando, alcuni tecnici e un collaboratore, siamo piuttosto isolati. Qui i turisti non arrivano più” – spiega Papi.

A Volubilis, per una ricerca finanziata dal ministero degli Affari esteri italiano, i ricercatori stanno svolgendo indagini su quello che era il palazzo del governatore romano della Provincia. E questa collaborazione italo marocchina porterà anche, a breve, ad inaugurare il primo laboratorio di restauro dei reperti classici a Volubilis.

 

S. P.

6 settembre 2016