La facciata del Duomo di Siena e di Palazzo pubblico: i colori perduti delle pietre

I mattoni della facciata di Palazzo Pubblico a Siena erano colorati, come alcuni marmi della facciata del Duomo: le tracce degli antichi trattamenti sono state individuate dai ricercatori del dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Università di Siena, chiamati adesso a studiare anche le pietre del duomo di Pisa.

“Da anni lavoriamo per analizzare le pietre utilizzate nell’edilizia storica e nei monumenti. Forse il monumento più celebre sul quale siamo intervenuti è il David di Michelangelo – spiega il professor Marco Giamello, dell’Unità di ricerca Conservazione dei beni culturali -. Negli anni abbiamo studiato tutti i tipi di pietra utilizzati nel centro storico di Siena, sia quelli delle murature che quelli ornamentali, e abbiamo analizzato i monumenti principali della città. Abbiamo scoperto le tracce degli antichi trattamenti effettuati, ad esempio, sulla facciata del Duomo, per rendere più brillanti i marmi neri. Ogni tipo di marmo, e dalla Montagnola senese ne provenivano ben 14 varietà, subiva un diverso trattamento. Abbiamo individuato le tracce dell’olio di lino, oppure del latte di calce, degli ocra, dei neri di carbone, e possiamo dire in quale modo questi trattamenti venivano utilizzati”.

Per quanto riguarda il Duomo di Siena, i ricercatori stanno attualmente lavorando ai monumenti funebri di Pio II e Pio III e al sagrato esterno, e hanno già collaborato con l’Opera del Duomo per l’analisi delle pietre del pulpito di Nicola Pisano, oltre che della facciata.

Per quanto riguarda Palazzo Pubblico in Piazza del Campo, durante il restauro della facciata i ricercatori hanno scoperto che i mattoni erano colorati per dare un effetto di chiaroscuro: ad esempio più chiari i mattoni degli archi delle trifore, più scuro l’interno degli archetti, con una tintura a base di nero di carbone.

Gli agenti atmosferici hanno cancellato il colore dagli antichi monumenti, ma alcune tracce sono rimaste, e individuarle e studiarle aiuta gli storici a capire come gli artisti e gli artigiani lavoravano, e aiuta i restauratori nelle loro scelte di restauro.

Dell’Unità di ricerca Conservazione dei beni culturali dell’Università di Siena fanno parte Marco Giamello, Andrea Scala e Alessandro Terrosi, insieme alle collaboratrici di ricerca Sonia Mugnaini e Francesca Droghini.

I ricercatori illustreranno questi studi al pubblico durante la Notte dei Ricercatori, il 30 settembre, coadiuvati anche dall’archeologa Marie Ange Causarano.

Attraverso un seminario e un’escursione guidata ai principali monumenti della città saranno mostrate le molteplici e spesso sconosciute tipologie di pietre presenti a Siena. L’appuntamento è su prenotazione. Tutte le informazioni sono qui

http://www.bright-toscana.it/siena/palazzo-pubblico/le-pietre-di-siena-tipologie-impiego-stato-di-conservazione/

S.P.

23 settembre 2016