L’Università mette in discussione i propri metodi di insegnamento

E’ stata costituita ad Arezzo una rete nazionale sull’innovazione didattica: Italian Transformative Learning Network

Cambiare le metodologie di insegnamento universitario per rendere gli studenti attori dei processi di apprendimento e non più semplici destinatari. E’ questo l’obiettivo dell’Italian Transformative Learning Network (ITLN), costituitosi ad Arezzo dove si è svolto un convegno sull’apprendimento trasformativo. Partecipano al network i dipartimenti di scienze della formazione e dell’educazione di 12 università – Siena, Bolzano, Chieti, Firenze, Foggia, Macerata, Milano Bicocca, Milano Cattolica, Napoli Federico II, Napoli Suor Orsola Benincasa, Padova, Salerno e Valle d’Aosta – che durante i lavori hanno messo in discussione la tradizione didattica italiana presentando le pratiche più innovative già adottate.

Meno tempo dedicato alla didattica frontale, spazio alla partecipazione attiva degli studenti, insegnamenti più professionalizzanti, percorsi per permettere agli studenti di acquisire quelle competenze trasversali, o soft skills (come saper lavorare in gruppo, risolvere i problemi, fare ricerca, comunicare efficacemente), sempre più richieste per l’inserimento nel mondo del lavoro. Sono queste le linee su cui si impegnerà il network sull’innovazione didattica, che avvierà progetti anche per la formazione dei docenti universitari.

Spiega la professoressa Loretta Fabbri, docente di Didattica e metodologia dei processi educativi e formativi: “Gli studenti ci chiedono di trovare modalità di partecipazione più informali ed efficaci e di essere più vicini alle questioni del mondo del lavoro. L’obiettivo è quello di proporre una didattica che sappia coinvolgerli, che coniughi ciò che studiano oggi con ciò che andranno a fare domani, che coltivi le competenze trasversali fondamentali per il loro futuro professionale e personale.”

https://itlnetwork.wordpress.com

 

Arezzo, 25 novembre 2016

C.B.