Come il gatto con il topo: quando vero e falso si combattono in una contesa. La teoria dei giochi applicata all’analisi forense delle immagini digitali

Nell’era 4.0 tutto è digitale, tutto è interconnesso, tutto è virtuale. E l’impalpabilità dei contenuti che popolano questo mondo ha messo al centro, più che mai nella storia delle relazioni umane, la questione dell’autenticità. Al pericolo del falso, non si oppone solo l’autentico, ma, in modo urgente, il tema del “vero”, all’interno di un dibattito che è ormai universale. La veridicità delle informazioni che viaggiano e ci raggiungono in rete è divenuto il punto fondamentale: nella vita privata e, come dimostrano eventi recenti, nei grandi movimenti che investono il mondo della politica e, quindi, della società intera, con esiti inattesi.

A monte, dunque, vi è la necessità di stabilire la certezza del dato che corre in rete. Un punto di partenza fondamentale, preliminare ad ogni passaggio successivo, che è nelle mani degli studiosi, attraverso un filone di ricerca che dall’ingegneria dell’informazione si interseca con molti ambiti scientifici, solo apparentemente lontani, come la matematica, la psicologia e la sociologia.

Uno dei massimi esperti internazionali del settore è Mauro Barni, ordinario di Telecomunicazioni all’Università di Siena, che applica la teoria dei giochi nell’ambito di un’avanzata attività di ricerca sui meccanismi di identificazione e contrasto delle manipolazioni dei documenti multimediali. La materia è estremamente complicata, ma, volendo sintetizzare al massimo, la ricerca condotta dal professor Barni parte dall’assunto che l’attività di disvelamento delle immagini false (o di segnali di altro tipo)  da parte dell’esperto viene continuamente contrastata dal falsificatore come in un gioco delle parti che, sviluppandosi nelle modalità proprie del mondo digitale, segue determinate regole matematiche, appunto come nella teoria dei giochi.

Gli studi di Barni in questo senso mirano a individuare le dinamiche legate all’alternarsi delle due posizioni di analista e falsario, proprio come nella metafora del gatto che rincorre il topo. L’esperto, grazie all’analisi delle dinamiche del gioco, può arrivare a prevedere le contromosse del falsario, possibilmente per neutralizzarne l’azione.

In una recente pubblicazione* con Benedetta Tondi, assegnista di ricerca presso il dipartimento di Ingegneria dell’informazione e scienze matematiche dell’Università di Siena, Barni afferma che “il bisogno di proteggere il mondo virtuale che ci circonda ha spinto i ricercatori a cercare contromisure adeguate a combattere gli attacchi che ogni giorno si fanno sempre più numerosi. In molti casi i ricercatori hanno trovato soluzioni a minacce specifiche, ma i tempi sono maturi per individuare strumenti e modelli applicabili in via generale per combattere la contraffazione digitale. Noi abbiamo cercato di fornire una cornice matematica basata sulla teoria dei giochi, entro la quale inquadrare le azioni interdipendenti dell’analista forense e di un falsario che tenta di far passare per veri dei documenti falsi”.

L’ambito di ricerca, apparentemente molto teorico, trova infinite applicazioni nella realtà pratica, con particolare riferimento all’intensa attività di anticontraffazione o smascheramento condotta dagli organi della difesa, dell’intelligence, di polizia e di indagine, dalla lotta anti-crimine all’anti-terrorismo.

Per la necessità di tenere in considerazione il fattore umano, il compito dei ricercatori si svolge su più livelli. “Se le tecnologie permettono in modo tutto sommato semplice di mettere in atto interventi di contraffazione – spiega Barni – altrettanto avanzata è la capacità di contrastarli, almeno sul piano tecnico, mentre è più difficile mettere in campo opere di contrasto efficaci sul piano psicologico-emotivo. Non è infatti facile modellare matematicamente l’impatto che la mancata identificazione di un falso o la classificazione erronea di un documento autentico come falso hanno sui fruitori del dato, le loro opinioni e la possibilità che le false notizie si diffondano specie in ambito social network”.

E’ dunque la psiche umana a costituire un elemento imponderabile: gli avanzamenti scientifici nella lotta alla contraffazione digitale dovranno perciò tenere della necessità di procedere in modo sempre più interdisciplinare.

*“Binary Hypothesis Testing Game With Training Data”, Mauro Barni e Benedetta Tondi, IEEE TRANSACTIONS ON INFORMATION THEORY; VOL.60, NO.8, August 2014

 

A.G.

13 febbraio 2017