Teatro sociale, arte e marginalità: a Siena il festival “Metamorfosi”

“Siamo tutti portatori di alterità. E’ necessario ripensare i confini tra la ragione e la follia, tra l’io ed l’altro, tra il diverso ed il normato. Per questo abbiamo bisogno del teatro sociale”.

Spiega con queste parole il professor Fabio Mugnaini, docente di Antropologia presso il dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena, l’edizione 2017 del festival “Metamorfosi”, una settimana di incontri, laboratori e spettacoli per riflettere sul rapporto fra le arti e il disagio fisico-mentale e la marginalità sociale.

Dal 13 al 18 febbraio il festival porterà al centro dell’attenzione le esperienze di teatro sociale dal punto di vista artistico, oltre che terapeutico e formativo, con testimonianze ed esperienze dirette di chi da anni lavora in questo ambito, portando avanti vari progetti sul territorio regionale e nazionale.

“Puntiamo i riflettori su quel ‘cambiamento’ che si crea non solo in chi partecipa ai laboratori, attivi negli ambiti del disagio fisico-mentale, del carcere, della marginalità sociale, ma anche negli operatori che li conducono” – aggiunge la professoressa Laura Caretti, docente di Antropologia della Performance dell’Università di Siena. “L’intento è quello di promuovere uno scambio, una condivisione e una sinergia d’intenti, anche da parte delle istituzioni, per far nascere un coordinamento virtuoso che sostenga questa fertile attività artistica, terapeutica e formativa”.

Metamorfosi è organizzato dalla Compagnia laLut, all’interno di Siena Città Aperta, in collaborazione con il Comune e l’Università di Siena, la Fondazione Mps e la Fondazione Toscana Spettacolo.

Il programma è disponibile on line.
S.L.

13 febbraio 2017