La Turchia, la svolta autoritaria e l’attacco alla libertà di opinione

La Turchia, la svolta autoritaria e l’attacco alla libertà di opinione e ai principi della democrazia, è stata al centro dell’incontro molto partecipato che si è svolto all’Università di Siena, in collaborazione con la sottosezione di Siena dell’Associazione Nazionale Magistrati, l’Ordine degli Avvocati di Siena, la Camera penale di Siena e Montepulciano e l’Associazione per la formazione forense del sud della Toscana. Di particolare rilievo la testimonianza della turca Serife Ceren Uysal , avvocato, membro dell’esecutivo dell’Associazione degli Avvocati Progressisti ÇHD, attualmente ricercatore del Ludwig Boltzmann Instutite of Human Rights BIM, di Vienna, che per la sua militanza è stata costretta a lasciare il proprio paese.
“Come è emerso nell’incontro – ha evidenziato la professoressa Tania Groppi, che ha promosso l’iniziativa – le associazioni dei giudici, degli avvocati, degli accademici si stanno muovendo, anche in Italia, per esprimere solidarietà e per tendere desta l’attenzione dell’opinione pubblica, ma la situazione in Turchia è talmente grave che sono necessarie reazioni politiche da parte dei governi. E’ necessario che le istituzioni europee reagiscano – ha detto la professoressa – mentre per il momento non è così: alla vigilia del referendum costituzionale, la Corte di Strasburgo ancora temporeggia, mentre l’Assemblea parlamentare si è dimostrata incapace di decidere persino di avviare un dibattito sulla situazione turca. Ancora peggiore è la situazione dell’Unione europea. Il parlamento europeo ha deliberato di bloccare i negoziati di adesione, che però restano formalmente aperti, nel perdurare dell’ambiguità che circonda da sempre la relazione tra Unione europea e Turchia, ulteriormente accresciuta dopo l’accordo sui profughi siriani del 18 marzo 2016. Di fronte alla deriva di un paese che fa parte dello spazio giuridico europeo, questo silenzio è inaccettabile”.