cittadinanza onoraria di Palermo a Maurizio bettini, per gli studi su antropologia a classicità

Maurizio Bettini, docente di filologia classica dell’Università di Siena, riceverà la cittadinanza onoraria della città di Palermo dal sindaco Leoluca Orlando. Il conferimento avverrà nell’ambito del Festival delle letterature migranti, in corso nel capoluogo siciliano.
Queste le motivazioni del riconoscimento:

“Per avere fondato e diretto il Centro Antropologia e mondo antico che ha lo scopo di promuovere un metodo innovativo nello studio della cultura classica, con l’obiettivo di stimolare la collaborazione scientifica fra classicisti, storici, antropologi, semiologi e studiosi di teoria della cultura, in una prospettiva di ricerca di elementi di continuità ed evoluzione culturale tra antico e moderno.

Per essere un filologo, antropologo e latinista che ha maturato una riflessione profonda sul Mediterraneo quale luogo di incontro di più culture, formulando un parallelismo tra il mito di Enea, uomo infelice in fuga dalla guerra, privo degli affetti più cari che lasciandosi alle spalle sciagure e disgrazie si mette in mare e naufraga sulle nostre coste, su rotte simili a quelle odierne, come il profugo contemporaneo.

Per l’analisi elaborata sulla realtà di una modernità omologata, che induce l’individuo, proprio quando è in contatto con la diversità, a maturare la tendenza alla difesa delle proprie radici, adottando un atteggiamento di chiusura nei confronti del cambiamento e dell’alterità, oggi rappresentata dal migrante, dimenticando che le culture sono storicamente mutevoli e articolate e che gli antenati del mondo classico in realtà erano molto diversi dagli europei di oggi.

Per la riflessione sul pericolo rappresentato da un uso strumentale della cultura, che mortifica e svilisce la natura stessa del ragionamento e della flessibilità di pensiero che nella storia è stata talvolta assoggettata a scopi specifici al fine di costruire una immagine di uomo ben definita.

Per avere osservato nella società contemporanea la degenerazione del concetto di umanità, di quei principi sanciti dalla Dichiarazione dei diritti umani, di quell’Humanitas, che per i Romani era strettamente legata all’istruzione e all’educazione, che nel mondo antico prevedeva l’osservanza di alcuni obblighi, condivisi da tutti i popoli, nei confronti sia dei membri della comunità che degli stranieri, e la cui inosservanza era considerata un atto esecrabile e universalmente condannabile.

Per avere dimostrato con la sua attività, uno straordinario rispetto del tempo e delle contaminazioni.”

Sul significato e sul valore della cultura, lo scorso giugno il professor Bettini ha tenuto a Siena la lectio magistralis in occasione del Graduation Day, di fronte a oltre seicento laureati che hanno partecipato alla cerimonia organizzata dall’Università di Siena in piazza San Francesco.
Il centro di Antropologia del mondo antico è stato fondato da Bettini nel 1986 presso l’Ateneo senese e ha inaugurato un filone di ricerca sui classici che, accogliendo e innovando in modo del tutto originale correnti di pensiero nate nel mondo anglosassone, ha cambiato la visione degli studi sulla Grecia e Roma.

 

19 ottobre 2018

Foto in copertina di Mario Llorca, durante il Graduation Day 2018