museo anatomico: la storia si intreccia con la ricerca, la didattica e mestieri ormai perduti

La lunga e prestigiosa storia della scienza anatomica senese – di cui Paolo Mascagni è certamente il più noto esponente – è testimoniata da numerosi reperti, disegni, arredi e strumenti esposti al Museo anatomico Leonetto Comparini dell’Università di Siena, allestito presso il polo scientifico di San Miniato. Una collezione preziosa, raccolta e conservata grazie all’impegno e alla passione di docenti e personale dell’Ateneo, che continuano ad animarla e a renderla fruibile al pubblico universitario e cittadino.

Qui si ha testimonianza anche di mestieri di alta specializzazione ormai perduti: i preparati anatomici, che oggi vediamo numerosissimi al museo, essiccati o conservati in formalina, erano realizzati da tecnici specializzati che lavoravano in Ateneo. Nell’Istituto di Anatomia lavorava anche un disegnatore, che realizzava le immagini dettagliatissime che servivano alla didattica.

La responsabile del museo, professoressa Margherita Aglianò, ricorda questi mestieri e le ultime persone che li hanno praticati: “la professoressa Annamaria D’Errico era la disegnatrice che ha lavorato nell’Istituto dagli anni ’70 fino ai primi anni 2000, realizzando decine di disegni anatomici e grandi immagini che venivano commissionate dal docente e portate in aula per fare lezione. Questi disegni, che noi conserviamo al museo, erano essenziali prima dell’avvento delle diapositive e delle immagini digitali. Voglio ricordare anche Daniele Mulinacci, l’ultimo preparatore anatomico, che ha lavorato qui dagli anni ’50 fino al pensionamento nel 1994, realizzando numerosi manufatti, tra cui un bellissimo preparato di midollo spinale in formalina.  Oggi non è più possibile arricchire le collezioni del museo, perché le persone dovrebbero decidere in vita di donare eventualmente il proprio corpo alla scienza, mentre nei secoli scorsi non esisteva questa tutela giuridica del corpo dopo la morte. Molti organi conservati in questo museo appartengono a persone che erano senza famiglia, abbandonate, tra cui tanti ricoverati all’Ospedale psichiatrico San Niccolò. Noi raccontiamo sempre questa storia agli studenti, per ricordare quelle persone che in vita sono state emarginate e dimenticate, ma dopo la morte hanno contribuito al progresso della scienza e della medicina.”

Anche oggi questa struttura conserva il duplice ruolo museale e didattico. Gli studenti di medicina, biologia e delle lauree sanitarie preparano l’esame di anatomia nelle aule del museo, dove possono osservare direttamente i numerosissimi preparati anatomici. Sono di recente acquisizione alcuni nuovi microscopi, per le lezioni di anatomia microscopica e lo studio individuale. Così continua all’Università di Siena il legame tra la storia dell’anatomia e il futuro, con la formazione dei nuovi ricercatori e professionisti.

Ulteriori informazioni sul museo, con approfondimenti e interviste, sono alla pagina web del Sistema museale universitario senese:  http://www.simus.unisi.it/it/musei/anatomico/

 

S. P.

25 gennaio 2019